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CGIL MEDICI, CISL MEDICI, UIL MEDICI e SIMET CHIEDONO INCONTRO A ENPAM

29/7/2016

 

I sindacati in una lettera indirizzata al presidente Oliveti e al Cda avanzano la richiesta di un confronto “per poter approfondire e conoscere le motivazioni dell’adesione al Fondo Atlante 2”. E poi l’allerta: “Investimenti sbagliati potrebbero influire negativamente sulle pensioni dei medici”.

GOVERNO: RIMANDATO A SETTEMBRE di Biagio Papotto

27/7/2016

 

Ha avuto luogo “nella tarda mattina di ieri” - presso il Ministero per la Funzione Pubblica – il previsto incontro tra il Governo e le rappresentanze sindacali. L’oggetto della riunione era stato indicato come “Questioni connesse al lavoro pubblico”. Dopo tanti anni di rinvii non saremo noi a sottilizzare sul ricercato giro di parole per indicare la necessità impellente di riallacciare uno straccio di dialogo con i rappresentanti dei lavoratori più bistrattati della storia della nostra Repubblica… Suvvia, cerchiamo di essere pratici…

SANITA’: PAPOTTO - CISL MEDICI - PREMESSE E PROMESSE (da marinaio?)

15/7/2016

 

Poiché l’atto di indirizzo inizia in pratica con la locuzione “Una premessa”, anche se non siamo spinti da sindrome competitiva/emulativa, ci sentiamo anche noi di porne una: qualsiasi contratto dovrà scaturire dalla tanto sospirata ripresa dell’attività negoziale e non potrà prescindere da quanto finora dichiarato un po’ da tutte le sigle sindacali, e in ogni caso dalla CISL Medici: tempi rapidi, risorse adeguate, dignità per i medici, abbandono del “giogo politico di riduzione della libertà professionale” da parte di tutti i soggetti che a vario titolo (e con POCA lungimiranza o peggio conoscenza delle cose) agiscono da oziosi sapienti nella Sanità italiana.

E questa era solo la premessa, da qui non ci si potrà discostare - lo ha affermato Biagio Papotto - Segretario Generale CISL Medici - che ha così proseguito - in un rapido esame del testo si può agevolmente notare come esso si dipani in una serie di positive dichiarazioni di principio ed una sibillina enunciazione di “si dovrà prevedere” che possono significare tutto ed il contrario di tutto.

Si parla di ridisegnare complessivamente molte materie: struttura contrattuale, relazioni sindacali, assetto professionale, esclusività di rapporto, copertura assicurativa…

Lungi da noi opporre preconcetti veti a qualsiasi innovazione che consenta ai medici di lavorare meglio, allo Stato di spendere meglio, ai pazienti di essere curati meglio. Ma non vorremmo applicare in modo acritico direttive che giungono da qualche sapientone improvvisato.

La concreta applicazione di questo atto di indirizzo (e NON la sua mera applicazione imposta dall’alto ) - continua Papotto - dovrà trovare efficacia con un puntuale e adeguato reperimento delle risorse, con un piano organico e fattibile degli investimenti umani, con una visione di più ampio respiro dell’Italia che vogliamo.

La discussione, che garantiamo franca e leale fin da ora, dovrà avere come obiettivo SOLO una ripresa dell’agonizzante sistema di cura italiano.

Mi sia consentita infine una battuta, che è tale solo fino ad un certo punto… Quasi ovunque, e non poteva mancare in questo atto di indirizzo, ricorre la locuzione “senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica”. Abbiamo iniziato a conoscerla dal 2008 con una certa ricorrenza. Poi ha iniziato ad essere presente anche in atti minori. E’ diventata una frase così ricorrente che ci aspettiamo di ascoltarla anche nelle previsioni meteo “…è prevista per domani, nelle zone appenniniche del Centro, una perturbazione, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica”. La finanza pubblica, signori cari - prosegue Papotto - ha fatto tirar la cinghia solo ai dipendenti pubblici e in particolare alla Sanità e ai medici, non ai politici, che dovrebbero essere i “più pubblici” di tutti e che invece trattano l’Italia come un bene privato!

Concludo con un atto di fideistica speranza citando la frase attribuita al Sottosegretario alla Salute Vito De Filippo: “Medici, infermieri e le altre professioni e professionalità del SSN in questi anni di fermo contrattuale hanno dato molto garantendo, comunque, il miglior funzionamento possibile dei servizi sanitari, è ora che, ad iniziare dall’avvio del rinnovo contrattuale,  Stato e Regioni siano in grado di dare risposte di apprezzamento concreto della loro funzione e  ruolo”.

Avanti così, nel solo interesse della tutela della Salute, valore primario ed irrinunciabile.

La CISL Medici è pronta a fare la propria parte.

Parturient montes, nascetur ridiculus mus - articolo di Biagio Papotto

13/7/2016

 

E – grazie al poeta Orazio – questo è il modo più immediato ed efficace che abbiamo trovato per descrivere le attese che la Conferenza di Rimini aveva destato, e che invece, dopo tanto rumore, disegna il nostro deluso sgomento nel non vedere neppure il più piccolo risultato.

Le montagne hanno avuto i dolori del parto e…non è nato neppure un topolino. Niente!

Certo…dobbiamo considerare anche i tempi “tecnici” che forse consigliano (A CHI? PERCHE’?) di attendere prima di far uscire anche un breve testo di conclusioni. L’estate, il caldo…

Come CISL Medici non vogliamo ripetere quel che scriviamo e sosteniamo da sempre, però ci sia consentito almeno dissociarci da coloro i quali accettano silenti di assistere – spettatori paganti e NON privilegiati, anche se non sembrano rendersene conto – al cinico smantellamento del SSN e al parallelo, continuo svilimento della loro dignità di uomini e professionisti della salute.

Qui non è in discussione – politicamente parlando – solo l’accanimento ossessivo nella acritica riduzione della spesa, come se i medici fossero più o meno tutti afflitti da una strana patologia contagiosa che li porta a prescrivere esami inutili, medicinali inefficaci e cicli di cure evitabili.

SE così fosse – la parola “se” scritta in maiuscolo non è un errore – dovremmo interrogarci allora sul perché si manifesta una siffatta patologia, ed indagare scientificamente sulle cause ed il momento del contagio… E’ un agente patogeno che colpisce gli studenti già dal IV anno? Alla discussione della tesi? Ambienti infetti nelle scuole di specializzazione?

Noi sosteniamo che quello è l’effetto, non la causa.

Il fatto che il Governo ritenga di poter fare bene con poco dimostra che non c’è percezione della reale dimensione del problema. Errore grave, ma pur sempre errore, quindi possibile. Si prova, si misura, ci si accorge che le cose non vanno bene e si rimedia cambiando corso all’azione politica.

Nel caso in specie, invece, in aggiunta alla presuntuosa certezza di aver compreso tutto – sia la situazione in essere e le condizioni che l’hanno creata, sia i necessari cambiamenti per ovviare allo “status quo” – si somma l’apodittica concezione che qualsiasi tentativo di partecipare, di consigliare, di correggere siano soltanto inopportuni ed abusivi tentativi di interferenza da parte di fastidiosi soggetti del tutto non titolati ad intervenire.

Si può fare a meno del sindacato, insomma, e per estensione di tutti coloro i quali non sono in sintonia con l’azione dell’illuminato governo, sia esso nazionale o locale.

Quella SI che è una patologia contagiosa (e perniciosa!).

Ma, come accennavamo poco sopra, si calpesta impunemente non solo il dettato dell’art. 32 della Costituzione – e questo non ci deve meravigliare, dato che tutti i politici, improvvisamente, si scoprono “padri costituenti” – ma anche il bellissimo inizio della L. 833 del 1978 che a quei principi di tutela della salute individuale e collettiva ispirava tutto l’impianto del SSN.

Oggi, dopo tanti anni, cerchiamo sempre più faticosamente di esercitare la professione di medici e garantire i LEA, quasi a dispetto di quanti tentano invece di ridurci al ruolo di servi sciocchi, esecutori di direttive sempre più ristrette che ci impediscono di seguire la scienza che possediamo e la coscienza che ci guida.

NESSUNO vuole seriamente occuparsi della questione medica. Non il Governo – anche se non possiamo far di tutta l’erba un fascio ed abbiamo più volte apprezzato la sensibilità del ministro Lorenzin su alcune problematiche che le abbiamo sottoposto -, non le Regioni e neppure, cosa più grave, la FNOMCEO, evidentemente, data la scarsità di ascolto e di impulso alla propria azione.

Non abbiamo la presunzione di esprimere la verità assoluta, e neppure vorremmo mani completamente libere come certe corporazioni rivendicano, ma è un fatto inoppugnabile che il medico, oggi, non ha spazio, e di conseguenza la salute degli italiani non ha spazio.

Non facciamo pericolose e poco produttive distinzioni tra il governo centrale e quello locale. Riteniamo infatti che i già citati LEA, da “livelli ESIGUI di assistenza”, quali sono adesso, stiano rapidamente divenendo “livelli eccessivi di abbandono”, perché c’è una competizione palese tra le regioni a far bella figura spendendo sempre meno, riducendo le prestazioni, chiamando sempre più cittadini a partecipare alla spesa. Lo sconfortante risultato, e basta consultare qualsiasi canale di informazione, è che MILIONI di italiani rinunciano alle cure. Che è un modo ipocrita di dipingere l’assenza dello Stato e la distanza dai propri cittadini, un po’ come quando si dice che “ci sono tanti disoccupati perché c’è poca gente che ha voglia di lavorare”…

Ci vogliamo render conto che la salute è la cosa più importante che dobbiamo garantire e salvaguardare? C’è forse qualcosa di più necessario e vitale?

O qualcuno che ha famiglia accetterebbe serenamente di tornare a casa, un giorno, e dire ai propri familiari: “ho deciso di spendere un terzo di quello che spendevamo prima per mangiare. Arrangiatevi”. Questo è quello che si fa nella Sanità italiana, con l’odioso e trito ritornello degli sprechi, delle inefficienze, della cattiva sanità che ogni tanto fa notizia, senza che qualcuno abbia la bontà di pensare che quando passano giorni, settimane o mesi senza uno scandalo significa che ci sono stati milioni di diagnosi esatte, persone curate in modo appropriato, interventi operatori eseguiti in modo ineccepibile.

Questa e solo questa è la sanità che vogliamo, con un equilibrio nuovo tra Stato e Regioni che garantisca a tutti i cittadini una qualità pari di assistenza. Non possiamo, come medici e italiani, accettare l’idea che nascere o vivere a Nord o a Sud possa costituire un pericoloso discrimine sul livello delle cure che invece tutti possono e devono pretendere ovunque. Già ci piace molto poco l’idea di una Europa a più velocità, figuriamoci se potremmo subire l’imposizione di una Sanità italiana così…

E allora, se nessuno si muove, con una tecnica suicida di “surplace” che non produce alcuno scatto successivo, saremo noi, come CISL Medici, a chiamare i colleghi ad azioni più energiche, perché come italiani abbiamo il dovere di far progredire il nostro Paese, come medici di tutelare la nostra dignità, come esponenti sindacali di garantire il rispetto delle giusta retribuzione. Contratti, servizi di qualità a tutti i cittadini e rispetto dell’insostituibile ruolo dei medici.

La barra è saldamente in quella direzione.

INTESA SINDACALE: TRATTATIVE DELLA MEDICINA GENERALE IN STALLO?

13/7/2016

 

Ulteriore riunione interlocutoria alla Sisac nella giornata di ieri per il rinnovo dell'ACN della MMG.

Per Intesa Sindacale (Cisl Medici, Fp Cgil Medici, Simet, Sumai) erano presenti il Dott. Biagio Papotto (Intesa sindacale) ed il Dott. Nicola Paoli (Cisl Medici).

E' stata una ulteriore riunione interlocutoria in cui sono state fissate definitivamente le regole di ingaggio e la parte pubblica ha chiesto espressamente a tutte le sigle sindacali della medicina generale di stabilire dei punti comuni sul modello organizzativo funzionale all'interno delle aggregazioni; sul ruolo giuridico del medico di medicina generale; sulla Commissione di disciplina nonchè sulle funzioni che vorremmo facessero i medici del ruolo unico adibiti alla continuità assistenziale - lo ha dichiarato Biagio Papotto, Presidente di Intesa Sindacale (Cisl Medici, Fp Cgil Medici, Simet, Sumai).

Intesa Sindacale ha confermato tutte le perplessità relative alla bozza contrattuale e in particolare relative allafigura unica laddove non si distingua la funzione specifica del medico d assistenza primaria da quella del medico di continuità assistenziale nonchè quella del medico a doppio incarico preesistente all'attuale contrattazione, difendendo altresì l’attuale attività dei medici di medicina generale nelle 12 ore di attività giornaliera di entrambe le figure essendo un accordo pattizio Intesa Sindacale chiederà che venga inserito nell’ACN una declaratoria disciplinare per le regioni e le aziende che non applicano l’ACN.

Apprendiamo – continua Papotto - da notizie dei giornali che due sindacati delle convenzioni hanno chiesto il tavolo separato. Non ci sembrava che nelle riunioni che ci sono state ci fosse un clima tale da chiedere tavoli separati anzi sembrava che si potesse realmente avviare una interlocuzione fra tutti, sindacati e Sisac, pur nelle proprie diversità e nelle proprie posizioni.

Ribadiamo la nostra contrarietà ai tavoli separati, invitiamo la Sisac a ricondurre le trattative ad una dialettica conforme alle regole e non vorremo trovarci come nel gioco delle tre carte dove i compari messi d’accordo giocano una partita già vinta in partenza a discapito dei cittadini e di tanti medici della medicina generale e della continuità assistenziale.

Noi come Intesa Sindacale – conclude Papotto - ribadiamola nostradisponibilità  a collaborare apportando idee propositive ed a trattare l'articolato presente sul tavolo in presenza di tutte le sigle sindacali maggioritarie della medicina generale dando così il nostro contributo affinchè la condivisione sia di tutti e non solo di una parte.

Noi saremo presenti il 19 e il 20 luglio p.v. al tavolo delle trattative.

BORSA DI STUDIO "GIUSEPPE GARRAFFO" ANNO 2016

19/5/2016

 

2 borse di studio di € 2.500,00 ciascuna per giovani iscritti alla Cisl Medici.

Destinatari giovani medici tra 23 e 36 anni iscritti alla Cisl Medici o figlio/a di iscritto alla Cisl Medici o altra categoria della Cisl.

Le modalità di partecipazione alla borsa di studio sono consultabili sul sito www.cislmedici.com e le domande dovranno pervenire entro e non oltre il 3 Ottobre 2016.

 

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