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MEDICI E CITTADINI: UNA NUOVA ALLEANZA PER LA PERSONA E PER IL LAVORO
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COMUNICATO INTERSINDACALE - CONTRATTO DIRIGENZA MEDICA, VETERINARIA E SANITARIA: L'INDENNITA' DI ESCLUSIVITA' DI RAPPORTO E' MASSA SALARIALE!

22/2/2018

Il Contratto nazionale dei dirigenti medici, veterinari e sanitari che cominceremo a trattare il 1 marzo deve partire facendo chiarezza sulla massa salariale sulla quale si applicano gli aumenti previsti dalle norme finanziarie, il famoso 3,48%, per tutti i comparti del pubblico impiego. Sgombrando, così, il campo da un dubbio che nessuno ha ancora fugato, ovvero che l’Indennità di esclusività di rapporto col Ssn dei dirigenti sia a tutti gli effetti una voce della loro massa salariale. 
 
Se le Regioni e il Governo ritenessero di comunicare all’Aran di escludere dalla massa salariale tale voce stipendiale, vorrebbe dire che è loro intenzione dare uno schiaffo ai 140.000 dirigenti cui principalmente è affidato il ruolo di tutelare la salute pubblica, perché solo per loro lo stipendio sarebbe incrementato del 2,9% mentre tutto il restante personale della pubblica amministrazione avrebbe un aumento del 3,48%.
 
La dignità professionale è strettamente legata alla dignità stipendiale complessiva ed alla assenza di ogni discriminazione. Dopo 9 anni: non ci provate! 
 
Nessuna delle Organizzazione Sindacali è disposta a sottoscrivere un contratto in perdita fin dall’avvio, e la questione va al di là del tema strettamente economico per assumere una valenza politica storica sulla quale non saremo disposti a mediazioni.
 
Siamo pronti a un confronto costruttivo per un nuovo CCNL che apra una stagione di collaborazione e soddisfazione nei luoghi di lavoro, ma nel rispetto di principi basilari da parte del datore di lavoro. In caso contrario non rimarremo a guardare, a partire dal 1 marzo.

POSITIVO INCONTRO ARAN di Biagio Papotto

21/2/2018

 

La prudenza è sempre utile…ma anche la forza aiuta.

E’ con questa premessa, che potrebbe apparire banale ad osservatori disattenti, che scriviamo dell’incontro appena terminato all’A.Ra.N. per l’apertura della tornata contrattuale dell’area della sanità.

Nei mesi scorsi, dopo aver duramente contestato il metodo che seguiva quasi 9 anni di incuranti silenzi governativi e di promesse rivelatesi poi sempre senza esito, abbiamo finalmente costretto al confronto i nostri interlocutori politici, ottenendo la convocazione ufficiale.

Nel corso della riunione odierna il presidente dell’A.Ra.N. ha annunciato ufficialmente che uno stanziamento di aumenti contrattuali percentualmente non inferiori a quanto già previsto per i rinnovi dei comparti è garantito anche per la nostra realtà.

Come da noi espressamente detto e richiesto, l’A.Ra.N. ha poi assicurato che questo non sarà un “contratto-ponte”, utile solo a riempire un vuoto temporale, ma un vero strumento che dovrà coniugare le esigenze dello Stato e dei lavoratori in un circuito virtuoso di ripresa delle corrette relazioni sindacali e delle garanzia per i cittadini delle cure migliori.

Sulla base di queste premesse condivise abbiamo iniziato le trattative, che dovranno – come preteso dalla CISL – proseguire a ritmo serrato, per consentire un percorso rapido e raggiungere un risultato soddisfacente, con una convocazione prevista già per il giorno 1 p.v. .

Lo stato di agitazione permane, ma abbiamo, concordemente con le altre organizzazioni, deciso di sospendere – per il momento – lo sciopero previsto per il 23/02.

COMUNICATO INTERSINDACALE - CCNL 2016-2018: DOPO L'INCONTRO ALL'ARAN, MEDICI E DIRIGENTI SANITARI SOSPENDONO LO SCIOPERO DEL 23 FEBBRAIO

20/2/2018

Le Organizzazioni Sindacali della dirigenza medica, veterinaria e sanitaria prendono atto dell’avvio del confronto all’Aran per il rinnovo del contratto di lavoro 2016-2018 che oggi ha ufficialmente tagliato i nastri di partenza. 
 
Il calendario dei prossimi incontri, ravvicinati nel tempo a partire dalla convocazione per il prossimo 1 marzo, e la dichiarata disponibilità dell’Aran a proseguire un percorso da condividere, ci inducono a raffreddare per il momento la vertenza che ci ha visti impegnati per un intero anno fino ad oggi.
 
In attesa di risposte precise e responsabili alle domande poste oggi, auspichiamo una stagione costruttiva finalizzata a recuperare quanto è stato perso in termini di retribuzioni stipendiali e condizioni di lavoro dei medici e dei dirigenti sanitari, oggi peggiorate al punto da costituire un fattore limitante per l’accesso alle cure per i cittadini. Nel contempo le Organizzazioni Sindacali chiedono alle Regioni di fare la loro parte in merito a contenuti e tempi della contrattazione.
 
A fronte di queste considerazioni, le Organizzazioni Sindacali sospendono la giornata di sciopero nazionale indetta per il 23 febbraio, mantenendo comunque lo stato di agitazione e riservandosi, già a seguito dell’incontro del 1 marzo, di fissare una nuova data nel caso in cui tempi e contenuti della trattativa fossero insoddisfacenti.

CIRCOLARE INPS N. 28 DEL 13/02/2018

19/2/2018

dopo una lunghissima attesa è stata finalmente emanata la circolare INPS n. 28 del 13
febbraio 2018 in tema di Anticipo finanziario a garanzia pensionistica (Ape
volontario).
La misura, assolutamente innovativa non solo nel panorama previdenziale italiano, è
disciplinata dall’art. 1 commi da 166 a 178 della legge n. 232/2016 e dal DPR n. 150
del 4 settembre 2017, ha carattere sperimentale ed è stata prorogata a tutto il 2019
dalla legge di bilancio per il 2018.
Come sapete, è con l’accordo sulla previdenza tra Governo e Sindacati del settembre
2016 e la successiva intesa del novembre scorso che l’Ape volontario è stato previsto
insieme all’Ape sociale, alla pensione per i lavoratori precoci e alla Rita come
opportunità per i lavoratori e le lavoratrici di usufruire di un percorso di flessibilità per
accedere alla pensione.
L’Ape volontario è un prestito a tassi agevolati che può essere richiesto dagli iscritti
all’assicurazione generale obbligatoria e alle forme sostitutive ed esclusive della stessa
nonchè dagli iscritti alla gestione separata. E’ necessario avere almeno 63 anni di età e
20 anni di contributi, raggiungere il diritto alla pensione di vecchiaia entro 3 anni e 7
mesi e l’importo della futura pensione di vecchiaia al netto del prestito non dovrà
essere inferiore a 702 euro mensili nel 2018. Il finanziamento dovrà essere restituito
con trattenute (240 rate) sulla pensione di vecchiaia. Le somme erogate a titolo di Ape
non concorrono a formare reddito ai fini Irpef e a fronte degli interessi sul
finanziamento e dei premi assicurativi per la copertura del rischio premorienza viene
riconosciuto un credito di imposta del 50% dell’importo pari a 1/20 degli interessi e
dei premi pattuiti.
Chi ha maturato i requisiti tra il 1/5/2017 e il 18/10/2017 deve presentare la domanda
entro il 18 aprile 2018 per non perdere gli arretrati.
La procedura prevede il coinvolgimento oltre che dell’INPS, a cui devono essere
presentate sia la domanda di certificazione dei requisiti sia la vera e propria domanda
di Ape, anche degli istituti bancari e assicurativi sulla base delle condizioni definite
dall’accordo quadro tra MEF, Ministero del lavoro, ABI e ANIA ed è dettagliatamente
descritta dalla circolare Inps allegata alla cui lettura vi rinviamo.
Sul sito dell’INPS è disponibile un simulatore per calcolare gli oneri
(https://servizi2.inps.it/servizi/SimulatoreAPE/(S(ys21nuilc2xdfeywg0ohnapw))/Page
s/Informativa.aspx).
Nella circolare INPS n. 28/2018 si illustrano anche le modalità operative del
cosiddetto “Ape aziendale” vale a dire la possibilità per i datori di lavoro, gli enti
bilaterali e i fondi di solidarietà di incrementare il montante contributivo dei lavoratori
che accedono all’Ape volontario al fine di aumentare l’importo della futura pensione
consentendo quindi di annullare o ridurre l’onere di restituzione del prestito in capo al
lavoratore. Tale incremento del montante è condizionato ad un accordo individuale
con il lavoratore. L’Ape aziendale può diventare quindi uno strumento da
sperimentare nell’ambito di processi di ristrutturazione aziendale.
In allegato trasmettiamo anche una presentazione in power point preparata dal
Dipartimento che sintetizza i contenuti principali della circolare.
E’ evidente che la flessibilità nell’accesso alla pensione non può ridursi ad un
“prestito” ma è necessario, soprattutto per coloro che si trovano in condizioni difficili
e svolgono attività gravose e usuranti, prevedere strumenti di accesso flessibile alla
pensione quindi per la CISL bisogna proseguire sulla strada intrapresa che intendiamo
approfondire con la commissione di studio stabilita dalla legge di bilancio che dovrà
essere costituita.
Nei prossimi mesi vedremo come i lavoratori e le lavoratrici accoglieranno lo
strumento dell’Ape volontario e come verrà gestito il complesso processo sul quale
vigileremo.
Vi invitiamo quindi ad indirizzare gli interessati all’INAS-CISL per tutte le
informazioni e l’assistenza nella presentazione delle domande.

FESTINA LENTE di Biagio Papotto

16/2/2018

 

Ci piace richiamare l’espressione latina per introdurre una brevissima disamina sui comportamenti diversi che in queste ore si stanno verificando nell’universo delle sigle di rappresentanza dell’area contrattuale della sanità.

Siamo da 9 anni senza contratto e siamo stanchi. Questa è la prima – scontata – verità.

Abbiamo ricevuto una promessa ormai da oltre 14 mesi (l’impegno del Governo in data 30 Novembre 2016, quello che fu chiamato anche “l’accordo pro-referendum”) e però i soldi promessi, oltre che pochi, non si sono finora visti. E questa è la seconda verità.

Dopo una serie di incontri e vacue dichiarazioni di disponibilità, ci siamo visti costretti – per tutelare la dignità dei colleghi e la salute del Paese – a dichiarare unitariamente lo sciopero per il 23 p.v. .

Con una buffa coincidenza - non appena abbiamo fatto capire che eravamo decisi (nell’articolo “AAA  A.Ra.N. cercasi”, quello dell’ultimatum delle 48 ore) – son venute fuori una convocazione in pochi giorni e (forse!) risorse aggiuntive.

Bene, ma… Insomma: siamo lieti che – sempre con troppo ritardo – la classe politica si sia accorta di non poter fare a meno della sanità pubblica e dei suoi rappresentanti.

Siamo lieti che ci siano disponibilità in termini di relazioni e di risorse, ma… aspettiamo.

Non è una critica – per carità! – o una mossa polemica alternativa a chi ritenesse quanto sopra brevemente esposto come sufficiente a ritirare lo sciopero.

Diciamo che la CISL Medici preferisce  vedere prima le carte e poi giudicare se sia un bluff o una sincera apertura di dialogo.

Saremo ancora in tempo ad offrire la ns. piena disponibilità ad un diverso confronto, non di contrapposizione ma di collaborazione.

Fino alla riunione del 20, però....vale il titolo.

E se poi preferite il Manzoni… beh,  fa lo stesso : “Adelante, con juicio”.

 

AAA A.RA.N CERCASI di Biagio Papotto

13/2/2018

 

Avremmo voluto intitolare questo breve intervento come “Cercasi Pantalone”, sulla scia del famoso adagio che vuole il brav’uomo come unico destinatario di spese delle quali non è responsabile.

E’ evidente a tutti – infatti – che il ns. amato governo, che tanto si prodiga da qualche mese per rinnovare i contratti di lavoro del pubblico impiego, è ESATTAMENTE lo stesso che in questi anni non ha mai trovato tempo per ascoltare le ns. giuste rimostranze, sia in termini economici sia per le disgraziate condizioni in cui versa la sanità italiana. Ne’ tempo, ne’ – tanto meno – soldi.

Che cosa può esser cambiato, dunque? Banale: siamo a poche settimane dalle elezioni politiche, e il moderno “panem et circenses” è diventato”contratti”.

Il nostro incipit – però – voleva richiamare l’attenzione di qualche distratto sul non trascurabile aspetto che i governi passano, e i contratti restano (almeno si spera)… Quindi: l’attuale maggioranza sta impegnando risorse odierne per guadagnare un po’ di voti in più, ma…che cosa accadrà quando a fine 2018 dovranno essere stanziate risorse per il mantenimento dei bonus faticosamente ottenuti da alcune categorie? Che cosa ci dovremo aspettare per il rinnovo dei contratti (scadono tutti infatti al 31/12 di quest’anno)?

Chi sarà quindi il “Pantalone” di turno ? Tutti gli italiani. Gli stessi che non possono guardare al proprio futuro sanitario per esclusiva colpa delle amministrazioni che hanno avuto, e non per i professionisti che ogni giorno, con abnegazione e disponibilità, hanno loro garantito. Discorsi da anno prossimo?

Bah…è sufficiente assistere a questo triste scarica-barile tra impegni solennemente assunti e rimpalli di responsabilità solo per avere un atto di indirizzo… Quo usque tandem?

Ok, siamo già quasi a metà febbraio e quindi occupiamoci delle “urgenze”.

La CISL Medici diffida l’A.Ra.N. - quale soggetto negoziale espressione del Governo – affinché non si attenda più neppure solo pochi giorni per convocare con la massima sollecitudine un serrato calendario di incontri per la stipula del CCNL della dirigenza medica e sanitaria.

Allo stato delle cose, non potendo contare sulle promesse elettorali, permangono in essere con persino maggior convinzione tutte le iniziative di agitazione, in primis lo sciopero previsto per il 23 p.v..

Misureremo nelle prossime 48 ore la reale volontà di cambiare registro ad un atteggiamento governativo dilatorio e di trascuratezza fin qui mostrato, che è del tutto intollerabile.

AAA A.Ra.N. cercasi!

EMERGENZA ANNUNCIATA di Marcello Petrini

12/2/2018

 

Gentile Direttore,

il tempo passa inesorabilmente e, come facilmente prevedibile, il Sistema Sanitario Nazionale e la Medicina Generale saranno investiti nei prossimi anni da una ondata di pensionamenti senza precedenti (anch’essi già quantificati e quantificabili da tempo).

Una programmazione coscienziosa avrebbe, calcolatrice alla mano, provveduto a formare un numero di specialisti e di Medici di Medicina Generale adeguati alle necessità; teniamo conto che , di fronte alla carenza di specialisti, ci sono decine di migliaia di medici abilitati che non possono accedere alle Scuole di Specializzazione e alla Medicina Generale visto l’esiguo numero di borse disponibili (come abbiamo denunciato più volte, anche sulle colonne di questo giornale).

Purtroppo di fronte alla totale carenza di programmazione ci troviamo di fronte ad una “emergenza”. Emergenza non è forse la parola più esatta visto che presuppone una “circostanza improvvisa” un “evento imprevedibile”. L’emergenza presuppone anche di agire con risolutezza per risolvere il problema che, in questo caso, sarebbe la drammatica carenza di medici.

La diagnosi è pertanto chiara a tutti: abbiamo troppi pochi specialisti e troppi pochi medici di Medicina Generale; la terapia è lapalissiana: bisogna formare più MMG e più specialisti, oltre chiaramente a ricominciare ad assumerli per permettergli l’ingresso nel Sistema Sanitario Nazionale.

La terapia non sarà breve visto che, come è noto, per formare un medico specialista sono necessari dai quattro ai cinque anni, mentre per la formazione di un medico di Medicina Generale gli anni necessari ammontano a tre; per cui, se agiamo oggi, vedremo qualche risultato tra tre o cinque anni, posto che si ricomincino a bandire concorsi con un ritmo pari o superiore a quello dei pensionamenti.

Visto il clima elettorale, in cui la sanità è stata derubricata a questione da tecnici, approfittiamo delle righe di questo giornale per avanzare una proposta, e per capire chi ci sta.

La vogliamo formulare con chiarezza: “Siete disposti a impegnarvi per aumentare di almeno duemila unità le borse di studio per le scuole di specializzazione e di almeno mille unità le borse per l’accesso alla Medicina Generale, indicando le coperture economiche dell’operazione?”

Il tema è cruciale; perché qualcuno, di fronte all’emergenza, potrebbe pensare a scorciatoie, magari guardando al passato e riaprendo le porte del sistema sanitario nazionale ai non specialisti o allargando le maglie per la convenzione dei MMG. Sarebbe, sia chiaro, una toppa peggiore del buco.

Attendiamo risposte dai vari candidati per chiarire e chiarirci le idee in vista del quattro marzo.  

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